domenica 15 settembre 2019

Sonno e stanchezza


I discepoli avvertono su di sé una stanchezza che li fa addirittura addormentare

I discepoli avvertono su di sé una stanchezza che li fa addirittura addormentare. Non è solo stanchezza fisica: è un miscuglio di dimenticanza, volubilità e dispersione. Il sonno raggiunge i discepoli anche a causa della generosità e del coinvolgimento con cui hanno vissuto alcuni momenti con Gesù; è stato un coinvolgimento sincero, ma un po’ discontinuo. Questi alti e bassi rischiano di lasciare a corto di energie proprio ora che servirebbero, in uno dei momenti più importanti della loro vita.

L’esperienza degli adolescenti fluisce al ritmo di questa alternanza di desideri e amnesie, slanci sinceri e inciampi nel cammino. Questa apparente disarmonia non solo non deve preoccupare, ma è necessaria: l’adolescente infatti deve conoscere se stesso, gli altri e la realtà con occhi e sensibilità nuovi, perché ora è finito il tempo delle deleghe sui significati; deve pensare e agire in prima persona. L’ordine del mondo e di sé che aveva ricevuto – si spera – durante l’infanzia fa spazio ad una dinamica un po’ a tentoni che, se deve essere sorretta, non può in nessun modo venire supplita o sostituita. Tutto ciò richiede tempo e fatica. Il risveglio, dei discepoli, e nostro, permetterà di scoprire cosa sta avvenendo.

 

 
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